• isabellamonga1997

L'importanza di stare da soli

Trovare tempo per sé, imparare ad avere la giusta relazione con sé stessi, è la chiave per costruire delle belle relazioni con gli altri. Questo post sarà molto personale, perché credo che a volte l'unico modo per parlare di grandi concetti sia prendere come esempio la vita di qualcuno.




In questi ultimi mesi mi sentivo spesso triste, ma soprattutto insoddisfatta. Ho una vita molto impegnata, ricca di attività che faccio non per dovere ma per interesse. Non mi spiegavo, quindi, come mai percepivo un' inspiegabile inadeguatezza del mio atteggiamento alla situazione, come se facessi la cosa giusta, ma nel modo sbagliato. Mi sentivo invasa da pensieri non miei, costantemente distratta e disattenta rispetto a ciò che facevo, come se non riuscissi ad immergere tutta la mia mente nell'attività in corso. Però, avevo sempre il telefono con me., costantemente connessa con amici e parenti, ad ogni ora del giorno. Accendere e spegnere lo schermo era diventata la mia pallina antistress, la mia distrazione continua, come se tutto, improvvisamente, mi annoiasse in fretta e cercassi soddisfazione in una nuova notifica.


Le mie giornate passavano all'insegna della noia: noia quando facevo una cosa che amavo, noia quando usavo il telefono per distrarmi dalla precedente noia, nonché una grande insoddisfazione determinata dalla sensazione di non aver dato il giusto valore alle mie attività quotidiane. A lungo andare, però, anche connettermi aveva perso il suo valore.

Non ero più realmente contenta di scrivere ai miei amici, e quasi non li sopportavo, perché invadevano con le loro notifiche i miei pomeriggi pieni. Inoltre, quando ci incontravamo, non sapevo più che cosa raccontare, e anche le conversazioni faccia a faccia erano diventate piatte e ripetitive. Poi ho cominciato a capire che il sentimento di noia e insoddisfazione era generato dal gesto infinito e ripetitivo di sbloccare il telefono per essere sempre connessa. Avevo bisogno di novità.


Una mattina mi sono infuriata con me stessa, con il mio sentirmi sempre infastidita da tutto: ho preso il coraggio di spegnere il Wi-Fi e vivere la giornata disconnessa. L'ho rifatto il giorno dopo, e quello dopo ancora.

Dopo una settimana, sentivo di aver vissuto a pieno ogni istante di ogni giorno, di aver notato molte più cose mentre facevo le mie attività e di aver rinnovato il mio interesse nei loro confronti. Sentivo che mi riempivano nuovamente l'anima, e che il tempo a mia disposizione pareva infinito.

Avevo molte più cose da raccontare agli amici, ero molto più serena e questo mi permetteva di non litigare in famiglia. Sono passate due settimane, poi tre. Mi sento sempre meglio. Ho dato nuovamente valore alla mia vita; ho dato valore anche alle poche volte al giorno in cui mi connetto perché diventano attimi (e non più ore) in cui posso sapere che tutti stanno bene e che qualcuno ha delle novità da dirmi quando ci vedremo.


Tempo per sé vuol dire ore piene di valore

Cosa vuol dire dare valore al tempo? Devo ammettere che non è affatto facile da spiegare. Sento di dare valore al tempo quando ho il presentimento che ogni minuto che dedico a qualcosa che mi interessa realmente mi stia dando qualche cosa di importante. Il racconto di prima potrebbe aver messo in luce un fatto secondo me importante; ho scelto di fermare la ripetitività dei miei gesti perché sono questi loops infiniti a svuotare di senso il gesto che si compie. Come quando uno dice in continuazione "Ti amo". A cosa serve ripeterlo sempre? Diventa un' abitudine, mi pare, una cosa che si dice per riempire il silenzio, finché non ci si abitua talmente tanto a ripetere queste parole che non si sa più perché le si dice. Ecco, questo significa svuotare una parola, o un gesto, del proprio valore.


Riappropriarsi del valore di un gesto, di una parola, del tempo è l'esatto opposto: significa dedicare loro la giusta attenzione e cura, dare un senso a ciò che si fa, a ciò che si dice e a come si passa il proprio tempo. In questi pomeriggi infiniti di quarantena non ho mai vissuto un momento di noia, perché ho pensato con cura, prima di iniziare un'attività, se desideravo davvero intraprenderla, e se la risposta era sì allora le dedicavo tutta la dovuta attenzione.

Inoltre, non mi davo un tempo in cui finirla, altrimenti avrei generato un'inutile ansia e la percezione di dover fare quella cosa per forza. Così facendo, ho riempito le ore con attività di valore, lunghe e rilassanti, senza alcun tipo di stress che mi suggerisse di sbrigarmi a farle.

Non tentavo più di appagarmi con piaceri transitori, come i messaggi o i like, che sono forse il tipo di piacere più breve che esista in assoluto: come commentava un altro lettore alla fine dell'articolo precedente, ho ricercato la felicità in qualcosa di interiore, in una luce propria di ciascuno di noi. Darsi tempo per fare le cose vuol dire dare al proprio tempo il giusto valore.


Trovare tempo per sé stessi vuol dire trovarlo per gli altri. Detto così, pare quasi un paradosso. Forse, perché la cultura popolare ci educa all'idea secondo cui non c'è mai abbastanza tempo per fare tutto. Trovo interessante, però, notare che tutti quelli che sono sempre di fretta, che dicono di non avere mai tempo di fare tutto sono gli stessi che poi non provano neppure ad organizzare diversamente la propria routine di modo da dare a tutto ciò che vorrebbero fare uno spazio. Trovare tempo per le nostre attività è assolutamente possibile: basta organizzarsi. Non ci credete? Io l'ho fatto.


Alle superiori mi lamentavo di non avere mai tempo per nulla: sveglia presto, viaggio, 6 ore di lezione, viaggio, pranzo, compiti fino a sera, cena, a nanna. Ero tanto insoddisfatta e sentivo che la mia vita era arida di stimoli. L'anno della maturità, secondo la logica, avrei avuto ancora meno tempo per fare qualsiasi cosa, visto il carico di studio. Ma ho deciso di mettere al primo posto il mio benessere mentale: ho organizzato lo studio attorno ai miei impegni settimanali, alle mie uscite serali e pomeridiane.

Erano attività di cui avevo bisogno, e quindi dovevo organizzare il mio studio di conseguenza. Risultato? E' stato l'anno in cui non solo ho preso i voti migliori, perché nel poco tempo che avevo a disposizione per studiare mettevo la massima concentrazione, dandogli il giusto valore, e perché non ero in ansia. Oltre ad una serie di benefici collaterali quali intraprendere nuove attività che mi hanno permesso di trovare nuove passioni e nuovi amici.


Ho visto un TedTalks l'altro giorno, che dà molti consigli interessanti su come riappropriarsi del proprio tempo per viverlo al meglio; consiglierei a tutti di ascoltarlo. Sono sicura che se ricercate il vostro benessere troverete alcuni minuti per seguire questo discorso:

https://www.ted.com/talks/laura_vanderkam_how_to_gain_control_of_your_free_time?utm_campaign=tedspread&utm_medium=referral&utm_source=tedcomshare


Trovare tempo per sé stessi significa trovare tempo per gli altri. Come può funzionare? Semplicemente perché il benessere che si ricava dal sentire che il proprio tempo è stato speso al meglio per stare bene con sé stessi ci spinge ad essere più pazienti quando qualcuno ci chiede o ci fa capire che vorrebbe la nostra attenzione.


Non solo: imparare ad organizzare le proprie giornate renderà più facile trovare del tempo anche per stare con gli altri. O, quantomeno, per avere un atteggiamento positivo e aperto, non frustrato, quando ci sono altre persone nel nostro ambiente. Quando si ha il proprio equilibrio interiore è davvero più facile essere sorridenti, trasmettere energie positive, tirar su di morale chi non sta molto bene, e non farsi abbattere delle emozioni negative altrui. Sia chiaro, però che quando parlo di organizzare la giornata al meglio non intendo per forza inviarvi a scrivere un programma o una lista: io ci ho provato, ma poi mi è parso un metodo troppo rigido. Per quanto mi riguarda scelgo di volta in volta, alla fine di ogni attività, quale deve essere la successiva, per farmi sorprendere dal piacere della curiosità presente.


Mi rendo conto che quelli che sentono di aver troppo poco tempo, quelli stressati e continuamente nervosi, insoddisfatti e irascibili penseranno che racconto favole: lo pensavo anche io, quando ero così. Il miglior modo per avere una bella relazione con la propria interiorità e poi anche con gli altri è provarci. In questi giorni abbiamo molte più ore del solito a disposizione per fare un tentativo.

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